Il Coaching secondo me

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  • 5 marzo 2018

Che il coaching aiuti le persone a diventare i migliori alleati di se stessi, è la sua principale caratteristica!

Vorrei quindi concretizzare cosa è per me il coaching, così da rendere tangibile ciò che non possiamo toccare con mano, dare sostanza ad un modo di essere e di affrontare la vita, bella o brutta che sia.

 

Coraggio!

Caspita, quanta paura proviamo ogni giorno… Fino a qualche tempo fa ogni situazione che mi creava sensazione di paura, la allontanavo, tendevo ad annullarne la causa, mi ripetevo che non volevo aver paura.

Sì! Associavo la paura ad una sconfitta, a qualcosa che non riuscivo a fare, che non avevo le abilità per tentare, che non era per me, che non ero portata.

Non so descrivere la meraviglia che ho provato quando ho compreso che la paura è la più grande alleata che ho, più ho paura più divento coraggiosa, più ho paura più ho consapevolezza che sto per fare qualcosa di importante, di stimolante, che sto alzando l’asticella delle mie esperienze.

Wow…

Ora quando provo paura la guardo e le dico: “ben arrivata! Se sei qui significa che domani sarò più coraggiosa di oggi!”

 

Piacere!

I ricordi delle cose che ho fatto in vita mia con piacere, lì potrei contare sulla dita di una mano.

Il dovere è sempre stato lo stimolo primario nel farmi muovere, decidere, eccellere, sfinire, rasserenare.

Sentivo il peso del mondo sulle mie spalle sempre più curve e stanche, i problemi di qualcuno del mio staff di lavoro erano i miei, qualsiasi onere me lo accollavo io, spettava a me.

Non avevo via di uscita, dovevo dovevo, dovevo.

Per essere dovevo dimostrare di essere brava …. la più brava. Capace ……la più capace. Determinata ….. la più determinata.. E potrei continuare così per molto.

Il dovere però mi ha sopraffatta, il mio fisico ha detto no alla mia mente che continuava a ripetersi: “devi, devi, devi…

Accrescimento dell’autostima e dell’autoefficacia mi hanno aiutata nell’essere ciò che io voglio essere, senza se e senza ma, abbandonandomi al piacere di fare per stare bene io, stop.

Piacere ha sostituito dovere ed ora tutto il mio essere sarà concentrato su quello che mi piace fare, sul darmi obiettivi lavorativi che mi rendano felice e soddisfatta, basta trascinare le giornate in attesa di tempi migliori.

Quando ho dubbi, mi chiedo: “devo o voglio?” E se anche devo, lo voglio?

Io voglio essere protagonista di questo film, non di altri che verranno.

 

Sorriso! 

Quello sconosciuto.

Non ci ho mai trovato granché da ridere, vivendo per dovere, poco risulta divertente.

Più non sorridevo e più mi disabituavo a farlo. 

Illuminante è stato capire che un sorriso illumina il mondo e che stare seri non aiuta nessuno, tanto meno sè stessi.

Un sorriso discreto aiuta anche nelle situazioni più drammatiche e tristi, crea empatia e confidenza, aiuta a diffondere armonia.

Più sorrido e più mi dimentico di essere triste. Un sorriso apre porte, cuori e mondi nuovi, crea relazione ed alleanza.

È un esercizio quotidiano sorridere, più mi alleno più mi viene spontaneo.

E ho scoperto che la pratica del sorriso rende più allegro anche il mio pensiero e di conseguenza il mio cuore e il mio spirito.

 

Questo è per me il coaching, individuare i miei punti critici facendoli diventare miei alleati, prendere consapevolezza di chi sono e di quanto valgo, conscia di avere dei talenti che mi erano sconosciuti, acquisire tecniche e modalità utili per raggiungere grandi traguardi con tanti piccoli sforzi quotidiani, che pianifico con cura.

Aver compreso che tutto DIPENDE DA ME e che io sono la MIGLIORE ALLEATA DI ME STESSA.

Solo se io credo in me anche gli altri potranno farlo.

Il coaching, nel mio viaggio chiamato VITA, mi ha aperto tanti sentieri da percorrere quando ero convinta di avere una unica strada a senso unico e senza possibilità di uscita.

 

 

 

Monica Ruocco

 

Business Coach – Formatrice Lavoro&Benessere – Commercialista e Revisore Contabile